giovedì 10 dicembre 2009

VILLA PETRIOLO tra i Vignerons d'Europe





Anche Villa Petriolo ha preso parte alla grande kermesse enogastronomica promossa da Slow Food "Vignaioli e vignerons": lunedì 7 dicembre, nella bellissima Piazza Santissima Annunziata di Firenze, si è svolto il Mercato dei Vignerons, un concentrato di sapori buoni, puliti e giusti secondo la filosofia slow food, provenienti da tutta Europa e a disposizione di quanti si fossero trovati quel giorno a passeggiare per le vie cittadine, in uno splendido clima natalizio...
Ad accompagnare il vino e l'olio di Villa Petriolo la nostra Simona.


Simona Maestrelli a Vignerons d'Europe







Molto interessante l'iniziativa che anche il Comune di Cerreto Guidi ha organizzato per "Vignaioli e vignerons": un convegno sulla zonazione di Cerreto Guidi e le possibilità che al Chianti del Montabano e al Cerreto si prospettano, in termini di avanzamento della qualità del prodotto, di marketing, di salvaguardia del territorio e, conseguentemente, dell'integrità del frutto finale, l'uva e il vino. L'Assessore Valentina Picchi, con il Sindaco Carlo Tempesti, ha coordinato l'incontro, al quale hanno portato preziosi contributi il geologo Stefano Bartalini, la ricercatrice e direttrice del MontecarloWineFestival Rita Mulas e l "enologo artigiano" Gaspare Buscemi. Un vino non modificato nei suoi valori originari e non standardizzato da ripetibili tecnologie industriali, questo, ai produttori di Cerreto Guidi, il monito - trasmesso attraverso coinvolgenti parole della terra - di un "enologo fuori dal coro" che da oltre trent'anni opera e si batte a favore del solo ed irrinunciabile sapore che il vino può esprimere, il "sapore di territorio".


L'enologo Gaspare Buscemi


Il geologo Stefano Bartalini



Il Sindaco di Cerreto Guidi Carlo Tempesti con i Chianti di Cerreto Guidi


L'Assessore Valentina Picchi

Ad arricchire il convegno, degustazione di Chianti e spettacolo con gli sbandieratori di Cerreto Guidi.








Degustazione dei vini di VILLA PETRIOLO a cura di Federico Curtaz

mercoledì 9 dicembre 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Mina, lo stile vintage




Un camaleonte. Di stile.
E' Mina, a cui è dedicato questo mercoledì Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi.



Chi di noi non ha almeno una canzone di Mina nella colonna sonora della propria vita...inflessioni vocali particolarissime, una voce così potente da lasciare senza fiato chi la ascolta, virtuosismi irripetibili, soni gli stessi di quando debuttò alla Bussola di Pietramarina. Da Baby Gate - che canta in inglese secondo la moda degli "urlatori" degli anni Cinquanta - diventa Mina in pochi mesi, ovverosia la "Tigre di Cremona", come la definì l'amica scrittrice Natalia Aspesi. Tintarella di luna la consacra definitivamente star della canzone italiana.



Uno stile irripetibile, che in tanti hanno tentato di riproporre. Con un gusto vintage, da buona vendemmia che rende un'eccellente annata di vino.

Girovagando in internet, ho trovato questo interessante studio, che invito a leggere integralmente, presentato al convegno AISS "Mutazioni sonore. Sociosemiotica delle pratiche musicali contemporanee" - DAMS Imperia, 29 settembre-1 ottobre 2006 - da Patrizia Calefato: “Due notine d'argento”: Mina, la moda, la musica e la televisione italiana dei ‘60.



In questa digressione, tra le altre cose, si evidenziano i tentativi, che negli anni si sono avvicendati, di riportare in auge - se mai ce ne fosse bisogno - lo stile unico di Mina, con un piacere della citazione che ci arriva immediato. Mina resta irriproducibile, ma risentirla sottotraccia nelle voci di tanti artisti che le portano costantemente omaggi ce la rende più vicina, dopo che ha salutato una volta per tutte i riflettori e che possiamo rivederla solo in schegge.




Anche nella moda Mina ha segnato uno spartiacque. Capelli corti con la riga al lato e le basette, abito lungo scuro con scollatura a V profonda e spalle nude, scarpe col tacco alto e massiccio. Questa la Mina che è passata alla storia.

"Possiamo parlare di uno “stile Mina” caratterizzato da due tensioni opposte: da un lato Mina è nei 60 una figura esteticamente in mutazione costante, del peso, della pettinatura, del colore dei capelli, del look; dall’altro lato, però, esiste in lei un’unità forte stilistica permanente nel tempo che ha come suoi elementi caratterizzanti innanzi tutto la voce e le sue modulazioni, poi il trucco – con la scelta a un certo punto di depilare completamente le sopracciglia –, infine la gestualità, quella gestualità consapevole del sabato sera, raffinata e solo apparentemente goffa, sexy e familiare allo stesso tempo. Nel volto, volta a volta più tondo o scavato a seconda delle diete e delle gravidanze, il naso la identifica e lei lo porta con grande orgoglio, come pure i due nei nella parte bassa della guancia destra. Il trucco è pesantissimo, in alcune fasi eccessivo. E’ probabilmente questa una delle ragioni per cui Mina è da tempo un’icona gay".

Ma negli anni è mutata continuamente. Sempre originale, comunque charmante. Abiti a palloncino, minigonne, abiti-sirena, ogni modello le dona. Perché portato con una personalità fortissima, il suo modo di essere. E anche oggi che non è più longilinea come in quegli anni ruggenti, Mina conserva il suo indiscutibile fascino: lunga treccia di capelli rossi, pelle levigata e lunare, gli occhi bistrati e velati da lenti fumées. E le sue canzoni...indimenticabili.

IL MUSMECI, cru da Pan 'Ino, su MILANO FINANZA Sicilia




Sabato 5 dicembre è uscito su Milano Finanza, redazione siciliana, questo bell'articolo firmato da Umberto Ginestra: si parla de IL MUSMECI 2007 e del suo delizioso Pan 'Ino creato da Alessandro Frassica, il "re del panino" di Firenze.

Qui l'articolo in pdf.



Grazie al giornalista Umberto Ginestra per l'attenzione gentilissima alla nostra Tenuta di Fessina.


Note di degustazione de IL MUSMECI 2007 a cura di Federico Curtaz

sabato 5 dicembre 2009

A L'Ossidiana, wine bar e ristorante di Messina



A Messina, in occasione del soggiorno in Sicilia per la partecipazione della Tenuta di Fessina alla manifestazione palermitana DEGUSTIVINA, abbiamo avuto la bella opportunità di visitare il Ristorante e Wine bar L'Ossidiana, condotto con passione dallo chef Salvatore Ficarra e dalla proprietaria Antonella Cama.


Lo chef Salvatore Ficarra


"Ispirato alla famosa roccia delle isole eolie, è un elegante ristorante che sorge a pochi metri dal duomo di Messina, un locale di piccole dimensioni, ma perfettamente proporzionato. Entrando si è avvolti dalla limpidità delle sue pareti, dal nero del pavimento e dal bianco delle tovaglie, dai molti complementi d'arredo e dal design: un'atmosfera originale che "riscalda" e mette di buon umore. Ad alcuni clienti ricorda certi locali di New York, ad altri rammenta vecchi bistrot francesi. L'ambiente è reso accattivante dal design e dagli arredi: materiali moderni, come acciaio, legno wengè e cuoio rosso delineano spazi e linee essenziali".




Il menù proposto da L'Ossidiana è molto vario: una cucina tradizionale rivisitata, la definiscono i padroni di casa.
Il sushi e sashimi, il cous cous e gli altri piatti della cucina etnica sono sempre protagonisti. Quando lo chef consiglia particolari "piatti del giorno", significa che ha trovato i prodotti giusti (funghi, tartufi, etc.) per incuriosire i suoi clienti più assidui.

A L'Ossidiana ho gustato degli ottimi gamberoni cotti nel cocco....una delizia!!!




INFO L'OSSIDIANA:
Via dei Verdi,7 - MESSINA (ME) - Tel. 090.675899 | ficarras@yahoo.it – website: www.ristorantelossidiana.com



Federico Curtaz, Maria Beretta e alcuni amici affezionati de L'Ossidiana

venerdì 4 dicembre 2009

Presentazione della Guida Vini d'Italia 2010 del Gambero Rosso a Milano. Il Musmeci della Tenuta di Fessina nei "Tre Biccheri Verdi" in degustazione


Dopo le premiazioni di Roma, a grande richiesta, per la prima volta a Milano sbarca tutto il meglio della produzione enologica italiana.





In collaborazione con Fiera Milano, Gambero Rosso ha organizzato ieri 3 dicembre la degustazione dei Tre bicchieri, ovvero le etichette che hanno ottenuto il massimo riconoscimento su Vini d’Italia 2010 e tutti gli altri grandi vini che sono arrivati ad un passo dal vertice (ossia, i due bicchieri rossi).



Il Musmeci della Tenuta di Fessina, Etna DOC 2007, nei Tre Bicchieri Verdi in degustazione.

Questo il giudizio riservato a IL MUSMECI, insignito anche della menzione Tre Bicchieri Verdi, vini d'eccellenza (ben 75) che si distinguono perché prodotti con particolare attenzione all'ambiente: "Alla sua prima uscita conquista con autorevolezza i Tre Bicchieri l'Etna doc Musmeci '07, una magnifica unione di nerello mascalese e nerello cappuccio delle vigne più vecchie, quelle poste all'altitudine più elevata, che ha incantato la commissione di degustazione con la sua grande classe, le nitide e mature note fruttate, la spiccata mineralità e l'incomparabile vitalità".



Con Eleonora Guerini







Note di degustazione de IL MUSMECI 2007 a cura di Federico Curtaz


QUI il comunicato in lingua inglese.

giovedì 3 dicembre 2009

Tenuta di Fessina...al ritorno da DEGUSTIVINA 2009



"Quand'om ha un bon amico leiale
cortesemente il de' saper tenire
e no 'l de' trar sì cort'o deleiale
che si convegna per forza partire;
che d'acquistar l'amico poco vale,
da poi che no lo sa ben mantenire:
che l'omo de' conoscer bene e male,
donare e torre e saperl'agradire.
(...)"

Giacomo da Lentini, Sonetti (XXII), da La poesia lirica del Duecento



Degustivina 2009, un successo! E una splendida occasione per ritrovare vecchi amici e incontrane di nuovi.


Con l'amico Turi dell'Osteria Nero d'Avola e Federico


Una bella manifestazione quella appena conclusasi a Palermo, nel suggestivo ex deposito delle locomotive in Sant'Erasmo. Oltre cinquemila le presenze, per un gruppo di aziende siciliane veramente ben nutrito.



Con l'Architetto Geraci



Moltissimi i ristoratori che hanno visitato lo stand della Tenuta di Fessina sin da venerdì 27 novembre. In degustazione i nostri Etna DOC Il Musmeci 2007 ed Erse 2008, da Nerello Mascalese, oltre allo chardonnay Se... prodotto a Segesta, ed Ero, Nero d'Avola della Val di Noto.



Nei giorni successivi, la visita di tanti amici, appassionati di vino e cultura del territorio, giornalisti ed operatori del settore.
A questo proposito, un grazie speciale agli amici Nino Aiello e Massimo Lanza che ci hanno coccolato davvero tanto in questa trasferta palermitana...


Federico Curtaz allo stand della Tenuta di Fessina a Degustivina 2009


Degustivina, che festeggiava il decennale con la collaborazione del Gambero Rosso, ha ospitato anche interessanti seminari sui vini autoctoni siciliani condotti da Daniele Cernilli e Roberto Viscardi.

La Strada giusta

“Ai produttori isolani rimane solo la via di un profondo rinnovamento. Quel che si dovrebbe fare lo sanno tutti: far sparire l’allevamento a tendone e tornare all’alberello e alla spalliera; ridurre le rese per ettaro; aumentare la densità dei ceppi; fruire delle zone collinari e abbandonare quelle meno vocate. Dopodichè si dovrà vinificare meglio e affrontare la libera concorrenza. Più o meno una rivoluzione.(Gambero Rosso, 1990).





L'amico Alberto Graci Aiello



Organizzazione impeccabile, eccellente il pubblico, attento e numeroso. Complimenti vivissimi da Tenuta di Fessina ad Enos, l'associazione culturale che promuove Degustivina, ed in particolare al Presidente, al vice-Presidente Piero Buffa e alla signora Taormina.



Ciro Biondi con la moglie e l'amico Turi



Domenica mattina...finalmente a Fessina!



Federico e l'amico Leonardo Locascio a Fessina

mercoledì 2 dicembre 2009

Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi. Jackie O, quintessenza di stile



Uno stile inconfondibile quello di Jackie O. Fatto di pochi, essenziali, dettagli. Eleganti, discreti, personalissimi. Che l'hanno fatta diventare protagonista assoluta del suo tempo. Ed anche di oggi, quando nella moda si riscopre il glamour anni Sessanta e il modello intramontabile di femminilità di Jackeline Kennedy-Onassis.
Per lei questo mercoledì Dei modi più eleganti di scendere dai tacchi.



"«Era dotata dello spirito più curioso che avessimo avuto nella nostra scuola in 35 anni, senza il quale forse non l’avrei tenuta in considerazione», scrive di lei la rettrice della Miss Chapin School, accanto al suo musino paffuto e infiocchettato. Del resto, anche prima di mettere piede nella più che prestigiosa istituzione (la retta di 575 dollari, pagata dal nonno, equivale al salario di un anno per milioni di americani durante la Grande Depressione), Jackie sapeva già leggere e scrivere, e amava la danza e l’arte. Cinque piccoli anni, insomma, ma già vissuti all’ombra di grandi tenute e appartamenti di lusso. Figlia della ricchezza della madre, Janet Lee, e del prestigio del padre, John Vernon Bouvier III, Jackie cresce lontana dai rigori della sua data di nascita (28 luglio 1929), tra salotti lussuosi e cavalli di razza.

(...)

"Una gran voglia di scrivere e fare la giornalista, parte per Parigi, e sarà fotoreporter del Washington-Time-Herald.
Eccola in redazione, nel 1953, e in un ritratto con un’immensa macchina fotografica appesa al collo... Ma da lì a poco sarà lei a... fare da copertina. Galeotta una cena con a fianco JFK, la vediamo in vacanza nella residenza dei Kennedy. Un salotto d’estate, tutti e due a piedi nudi, sono già la coppia forte di un’America mitica e felice. E’ anche lei la forza del clan. La first lady («Non chiamatemi così! Mi fa pensare a un cavallo da corsa») che sostiene e condivide la popolarità del Presidente Kennedy. In visita ufficiale a Parigi, nel maggio 1961, Jack dichiarerà scherzoso ai giornalisti: «Non considero inutile il presentarmi. Sono l’uomo che accompagna Jacqueline Kennedy a Parigi...»".



Le perle al collo, i tubini color pastello senza maniche, il trucco naturale e le labbra mat, i pantaloni Capri e le infradito, i dolcevita, i foulards Hermès ad avvolgere con nonchalance i capelli, gli occhiali grandi e squadrati di Nina Ricci. Tutti particolari pieni di charme che ci rimandano subito con la mente al fascino di Jackie O.






Era lei che creava la moda. Gli stilisti si limitavano ad accontentare le sue richieste. Da Givenchy a Chanel, da Balenciaga a Valentino. A Oleg Cassini, "il sarto di Jackie" per definizione dal 1961.



Oggi Gucci tributa nuovi onori a Jackeline: dopo aver creato negli anni Cinquanta la borsa che diventò la preferita della nostra icona d'eleganza - e per questo ricordata come "la Jackie" - per la collezione autunno-inverno 2009 la casa di moda fiorentina ha creato la ‘New Jackie’.



Ha affrontato con stile anche i rovesci della fortuna. Era a Dallas il giorno dell'omicidio del Presidente: resta famosa la sua immagine con il piccolo John John mentre saluta il feretro del marito. Non una lacrima dietro il velo nero, il dolore portato con dignità e vissuto solo in privato. Il London Evening Standard scrisse: «Jacqueline Kennedy ha dato al popolo americano una cosa che gli era sempre mancata: la maestà».

martedì 1 dicembre 2009

Lo chardonnay "SE..." di Tenuta di Fessina a Wine Weekend, vetrina dell’Alcamo DOC – dal 4 al 6 dicembre




Venerdì 4 dicembre, alle ore 18.00,
si terrà al Castello dei Conti di Modica di Alcamo un interessante wine tasting, degustazioni tematiche con i migliori vini dell’Alcamo DOC e non solo: “Gli internazionali d’Alcamo: i bianchi”.

Tenuta di Fessina sarà presente con il nostro chardonnay prodotto a Segesta "SE...", annata 2008.



Ad accompagnare ad Alcamo l'erede di Nakone il nostro prezioso collaboratore sig. Corrado Fodale, che saprà regalare a tutti i winelovers informazioni sulla nascita del nostro IGT Sicilia e consigli per degustarlo al meglio.


SE avessimo potuto continuare a chiamarlo Nakone lo avremmo fatto molto volentieri. Ma qualcuno, più lesto, ci ha soffiato il nome, registrandone il dominio.
Dunque, SE fossimo stati più svelti, più svegli e meno innamorati di SEgesta e dei suoi terreni, la magia di Nakone, città mai trovata degli Elimi, avrebbe continuato ad accompagnare la nostra avventura all’ombra del tempio...




I wine tasting tematici saranno moderati dal giornalista Fabrizio Carrera.

Nell'ambito di WINE WEEK END ad Alcamo - dal 4 al 6 dicembre - un programma foltissimo di iniziative. QUI.

“Wine Weekend, Vetrina dell’Alcamo Doc” è la rassegna, alla prima edizione, organizzata dal Comune di Alcamo in collaborazione con l’Associazione Strada del Vino Alcamo Doc: l'evento è dedicato agli appassionati del mondo del vino, operatori e giornalisti specializzati che vogliono trascorrere un week end alla conoscenza dell’Alcamo Doc e delle bellezze di un territorio storico a forte vocazione vitivinicola. Durante la tre giorni, in cui protagonista sarà l’affascinante mondo di Bacco, si svolgeranno degustazioni, incontri tematici e visite guidate alle cantine più rappresentative del comprensorio.






Note di degustazione di NAKONE 2007 a cura di Federico Curtaz

lunedì 30 novembre 2009

Non si vive solo di finger food...


Onoratissima di averla avuta come compagna a DeGustiBooks 2009 per "Un Rosae per te...ricette speciali di donne speciali", segnalo con piacere grande l'uscita della deliziosa pubblicazione di Sandra Salerno, ideatrice del blog di creative cook "Un tocco di zenzero".

Sandra ha appena dato alle stampe il suo primo ricettario: QUI l'anteprima gustosa.

Per un pensierino di Natale utile e sfizioso, La vita non è fatta solo di finger food!



domenica 29 novembre 2009

I "ViniBuoni 2010" di Villa Petriolo. L'Imbrunire 2008 miglior Canaiolo in purezza della Toscana


Foto di Alena Fialova'


Da poco presentata alla stampa la Guida ViniBuoni d'Italia 2010, a cura di Mario Busso e Luigi Cremona. Touring Editore.

Ispirata alla tradizione enologica italiana e volta a valorizzare le radici locali, il territorio e la tipicità, Vinibuoni d’Italia dà un segnale preciso ai consumatori e al mercato italiano ed estero, sul made in Italy del vino.
La guida è unica, nel panorama italiano e internazionale perchè è la sola dedicata ai vini da vitigni autoctoni, cioè a quei vini prodotti al 100% da vitigni che sono presenti nella Penisola da oltre 300 anni.

In Vinibuoni d'Italia anche la produzione di Villa Petriolo, la cui campionatura ha raccolto lusinghieri giudizi per i quali ringraziamo la commissione degustatrice.



"La campionatura di Villa Petriolo, giuntaci proprio in fase di chiusura della guida, è priva quest'anno del Vin Santo, sottoposto ad un affinamento supplementare.
Stessa cosa per il blasonato Golpaja, comunque fuori dal nostro perimetro di valutazione per una significativa presenza di Merlot. Per noi sono più che sufficienti il Chianti Rosae MnemoSis e Chianti base, entrambi frutto del millesimo 2008. Vini di sorprendente reattività che confermano il cambio di passo impresso all'azienda dalle sorelle Maestrelli. Il "semplice" Chianti ha dalla sua un prezzo abbordabilissimo. E ben registrato L'Imbrunire 2008, il miglior Canaiolo in purezza degustato in tutta la regione. Vino vibrante, di carattere e personalità”.



L'agronomo di Villa Petriolo Roberto Abate durante la vendemmia 2009 del Canaiolo


Vinificazione del Canaiolo per L'Imbrunire di Villa Petriolo


Note di degustazione de L'Imbrunire, del Chianti DOCG e del Rosae MnemoSis a cura di Federico Curtaz